Mode Indecenti
di Don Vincenzo Cuomo
Dando uno sguardo alla stagione estiva ormai passata,
bisogna riconoscere, purtroppo, che nulla è migliorato per quanto riguarda
la moda femminile che diventa sempre più indecente. Il nudismo, ormai, ha
varcato anche le porte delle nostre chiese!
Vi è un argomento diventato tabù: la moda femminile.
Chi ne parla? Va tutto bene? E se qualcosa non va bene, chi deve
illuminare, correggere, ammonire? Il nudismo, ahimè, si fa sempre più
sfacciato e invadente, alimentato dagli spettacoli, dai giornali, dai
manifesti stradali... In Genesi 3 si legge che "prima del peccato
originale la nudità non creava problemi". Col peccato le cose sono
cambiate, perché si è accesa in tutti gli esseri umani la concupiscenza
della carne che, se alimentata, porta al disordine morale, ossia al
peccato. Adamo ed Eva provvidero a coprire la loro nudità con delle foglie
di fico, ma Dio giudicò insufficiente il rimedio e confezionò per ambedue
due tuniche. Ai nostri giorni si assiste alla globalizzazione
dell’immodestia, perché si è radicata nella massa la convinzione che se la
donna non è provocante, non è donna. Si è cominciato, allora, con
l’accorciare le maniche, poi le maniche sono scomparse... Si è denudata
sempre più la parte superiore del corpo. Contemporaneamente si è passati
alla minigonna, che diventa sempre più... mini! E perché non
denudare anche la pancia e l’ombelico? E poi pantaloncini corti e ultra
corti e fortemente aderenti. L’audacia, ormai non conosce più limiti
nemmeno quello del luogo sacro: chiese e santuari. In un celebre santuario
della Spagna si celebrava un matrimonio. Davanti all’altare vi era la
sposa che, col suo abbigliamento più che indecente, era l’ostentazione
dell’ immodestia. Le invitate non erano da meno... E si riceveva un
Sacramento! E si riceveva l’ Eucarestia! A Lourdes, durante la processione
eucaristica, vi era una donna che cantava da solista nella corale. Anch’
ella regolarmente immodesta e indecente. Si sa che nella storia di Lourdes
la Madonna non venne ad un appuntamento con la veggente. Bernardetta le
chiese il perché di quell’assenza e ne ebbe questa risposta: "Perché
ieri sera la grotta è stata profanata dall‘immodestia". Chi è stato a
Lourdes durante l’estate ha potuto constatare quanta mancanza di modestia
si porta anche davanti alla grotta! Vi è all’ingresso dei luoghi sacri un
tabellone con cui si interdice l’accesso con certi abbigliamenti... ma la
realtà è che l’ingresso è lecito a tutti! E che dire quando in alcune
chiese vanno al leggio o fanno da ministri straordinari della comunione
donne con abbigliamento non certo esemplare? Può darsi che queste note
facciano sorridere qualcuno, perché si dice "i tempi sono cambiati e la
cosa non fa più impressione!". Quest’affermazione è tanto falsa quanto
stolta. Allora non esiste più la concupiscenza degli occhi e della carne?
E non conta più niente quanto è scritto nelle lettere degli Apostoli circa
l’abbigliamento delle donne? La realtà è che i peccati impuri non si
ritengono più peccato. Le cose non avvengono per caso. Vi è tutta una
strategia di malizia diabolica mirata alla scristianizzazione delle masse;
ciò avviene non più col fucile e le prigioni, ma demolendo i principi
cristiani. Alcuni anni fa la rivista Reading Digest annunziava un
convegno di operatori della moda femminile con questo tema: "Che cosa
scopriremo ancora della donna". Nel qual caso, scoprire
equivale a denudare. Davanti a questo rullo compressore che non
conosce ostacoli, si alzi una voce autorevole e forte! A Fatima la
Madonna, per mezzo di Giacinta, preannunziò l’avvento di una moda
invereconda, causa della perdita di tante anime. Voglia la Vergine
purissima ottenere, con la sua potente intercessione, il ritorno ad una
vita pura e casta almeno tra le donne cristiane.