Donna   Cristiana

Maria Santissima

Sante della Chiesa
S. Giovanna D'Arco
S. Chiara

S. Teresa D'Avila

S. Caterina da Siena
S. Rita da Cascia
S.Gianna Beretta Molla

Beata Ildegarda di Kempten

S.Teresa di Gesù Bambino



 

Filippine: divieto di nascere

Riccardo Cascioli
http://www.iltimone.org/

Una nuova legge impone un massimo di due figli, con multe e carcere per chi vi si oppone. Dietro queste misure agenzie dell’ONU e interessi economici stranieri. E la Chiesa cattolica, che difende la dignità e la libertà della popolazione, è nel mirino. Vietato avere più di due figli. E’ quello che sta per accadere nelle Filippine, unico Paese asiatico a maggioranza cattolica, dove il 22 febbraio è stata approvata in una Commissione della Camera, la proposta di legge no. 3773, denominata "Decreto per la genitorialità responsabile e amministrazione della popolazione", più nota come "legge dei due figli".  Ufficialmente la base da cui prende spunto la legge è la constatazione che la popolazione delle Filippine cresce a un ritmo molto elevato e questo sarebbe la causa del mancato sviluppo del Paese, nonché dei problemi di inquinamento ambientale. Così si impone una draconiana legge di controllo delle nascite che prevede multe e carcere per chi vi opporrà resistenza. Non solo: in attesa dell’approvazione definitiva della legge, il governo ha già provveduto a lanciare tra febbraio e marzo una campagna porta a porta di informazione sui metodi contraccettivi, chiamata Ligtas Buntis (gravidanza sicura), che ha visto impegnati 15mila operatori per raggiungere 2 milioni di donne, soprattutto nelle zone più povere del Paese.  A scorrere il testo della legge 3773, in realtà sembra di trovarsi davanti alla edizione aggiornata del "comma 22" ("Può chiedere l’esenzione dal fronte solo chi è pazzo. Chiunque chiede l’esenzione dal fronte non è pazzo"). I primi articoli del decreto infatti esaltano la libertà delle coppie di decidere quanti figli avere e quando, nonché la difesa della dignità di ogni persona (artt. 2-3) per poi mettere in piedi una mostruosa macchina burocratica (che va dal governo centrale alla più lontana istituzione locale) finalizzata a impedire che le coppie abbiano più di due figli (artt. 5-9). Addirittura nello stesso articolo 12 prima si afferma che le famiglie con più di due figli non saranno punite per questo, poi si afferma che i figli delle famiglie in regola avranno la precedenza nell’assegnazione delle borse di studio all’Università. Si arriva infine a prevedere sanzioni pecuniarie e il carcere fino a sei mesi a tutti coloro che ostacoleranno la corretta informazione sulla contraccezione, o ai medici che rifiuteranno di effettuare la sterilizzazione o di provvedere servizi di salute riproduttiva a chi ne farà richiesta. Stesse pene per i datori di lavoro che si rifiuteranno di distribuire contraccettivi gratuiti ai loro dipendenti (peraltro la legge prevede che tutti i contratti di lavoro dovranno prevedere questo "servizio"). Per sintetizzare: ogni coppia è libera di avere i figli che vuole, ma chiunque voglia più di due figli non sarà più libero.  Per poter sostenere la legittimità di questa legge si è ricorso come al solito a fornire dati falsi. Qualche esempio: si afferma che la popolazione filippina cresce al ritmo del 2,3% l’anno, uno dei tassi più alti al mondo (l’obiettivo fissato dal governo è scendere all’1,9% per il 2010). Non è vero: nell’ultimo Rapporto mondiale dell’ONU sulla popolazione (2004) troviamo che il tasso di crescita della popolazione filippina è già sceso all’1,8% (era il 2,1 nel 1995, il 3,9% nel 1970). Il governo afferma inoltre che soltanto il 30% della popolazione usa metodi contraccettivi, ma il rapporto dell’ONU afferma invece che la percentuale è del 47%. Lo stesso Ufficio statistico del governo di Manila sosteneva nel "Rapporto 1996 sulla Pianificazione Familiare" che il 48% delle donne sposate usa metodi contraccettivi.

Linkaci!

 

Studi e Riflessioni

La moda e il decoro cristiano

La donna nel Medioevo

Amore e Purezza

Attualità